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IL RUOLO DEL PREPOSTO: nuove interpretazioni

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  • 26 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Il preposto dopo le ultime evoluzioni normative e giurisprudenziali: responsabilità, obblighi e nuove interpretazioni


Nel sistema della salute e sicurezza sul lavoro disciplinato dal INAIL e dal quadro normativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la figura del preposto ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale.

Le modifiche introdotte dalla Legge n. 215/2021 al D.Lgs. 81/2008 hanno infatti rafforzato il concetto di vigilanza operativa, trasformando il preposto da semplice figura “intermedia” a soggetto attivo e determinante nella prevenzione degli infortuni.


Ma cosa significa oggi essere preposto?

Non basta più la mera supervisione delle attività lavorative.

Le recenti interpretazioni normative e le pronunce della giurisprudenza stanno delineando una figura con compiti molto più incisivi, soprattutto in relazione al controllo quotidiano del rispetto delle procedure di sicurezza.

L’art. 19 del D.Lgs. 81/08, modificato dalla Legge 215/2021, attribuisce infatti al preposto obblighi specifici e più stringenti, tra cui:

• vigilare sull’osservanza da parte dei lavoratori degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza;

• intervenire per modificare comportamenti non conformi;

• interrompere l’attività lavorativa in caso di pericolo grave e immediato;

• segnalare tempestivamente criticità, carenze dei mezzi e condizioni di rischio.


Il passaggio più rilevante riguarda proprio il concetto di “intervento”.

Oggi al preposto viene richiesto un comportamento proattivo, concreto e immediato.


La Cassazione, in diverse pronunce recenti, ha chiarito che il preposto risponde non solo quando omette di controllare, ma anche quando tollera prassi scorrette consolidate all’interno dell’organizzazione aziendale.

In altre parole, la mancata correzione di comportamenti pericolosi può configurare una responsabilità diretta.


Anche la formazione assume oggi un valore strategico.

L’Accordo Stato-Regioni in fase di aggiornamento punta a rafforzare i contenuti dedicati ai preposti, con maggiore attenzione agli aspetti pratici, gestionali e comportamentali.

Non si tratta più soltanto di trasferire nozioni normative, ma di sviluppare capacità concrete di:

  • leadership operativa;

  • gestione del rischio;

  • comunicazione efficace;

  • intervento immediato in situazioni critiche.

Il preposto diventa quindi il vero “sensore” della sicurezza aziendale: la figura più vicina alle lavorazioni reali, ai comportamenti quotidiani e alle criticità operative.


Investire sulla formazione, sulla chiarezza dei ruoli e sull’effettività della vigilanza non rappresenta solo un obbligo normativo, ma una scelta organizzativa fondamentale per ridurre il rischio infortunistico e migliorare la cultura della sicurezza in azienda.



 
 
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