Due infortuni mortali nella stessa azienda in poco più di tre anni.
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- 30 giu
- Tempo di lettura: 2 min
È questa la notizia che dovrebbe far riflettere tutti coloro che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro.
Nei giorni scorsi un operaio di 62 anni ha perso la vita all'interno dello stabilimento Polver Srl di Fano. Secondo le prime ricostruzioni, il lavoratore sarebbe precipitato da un'altezza di circa sette metri durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, ogni tentativo di salvarlo si è rivelato purtroppo vano.
Le autorità competenti stanno giustamente accertando la dinamica dell'incidente e sarà loro compito individuare eventuali responsabilità.
Ma c'è un dato che non può passare inosservato.
Nel marzo 2023, nello stesso stabilimento, un altro lavoratore, di appena 26 anni, aveva perso la vita dopo essere stato agganciato da un carroponte e trascinato contro una struttura.
Due eventi diversi.
Due dinamiche differenti.
Ma la stessa azienda.
Come RSPP, la domanda che mi pongo non è tanto "di chi è la colpa?", bensì:
quanto è stata capace quell'organizzazione di imparare dal primo evento?
La sicurezza non si costruisce soltanto rispettando gli adempimenti normativi.
Si costruisce quando ogni incidente, ogni anomalia e soprattutto ogni near miss diventano un'occasione concreta per migliorare processi, procedure, organizzazione e comportamenti.
Da questo punto di vista mi ritengo fortunato.
Ho la possibilità di collaborare con aziende che hanno sviluppato una vera cultura della prevenzione.
Aziende che non aspettano un infortunio grave per intervenire.
Mi capita frequentemente che, a seguito di un semplice near miss, vengano immediatamente adottate misure di prevenzione:
✔ modifica delle procedure operative;
✔ installazione di nuove protezioni;
✔ revisione delle modalità di lavoro;
✔ investimenti in attrezzature più sicure;
✔ formazione e addestramento aggiuntivi;
✔ coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle cause e delle soluzioni.
È proprio questa la differenza.
Un near miss non è un evento da archiviare perché "non è successo nulla".
È un messaggio che il sistema ci sta inviando.
Ignorarlo significa sperare che la fortuna continui ad assisterci.
Analizzarlo significa impedire che, la prossima volta, qualcuno non torni a casa.
La sicurezza non si misura soltanto dal numero degli infortuni.
Si misura dalla capacità di un'organizzazione di imparare dai propri errori, di mettere in discussione le proprie procedure e di migliorarsi continuamente.
Perché la vera prevenzione non nasce dopo una tragedia.
Nasce il giorno in cui si decide di trattare ogni near miss come se fosse già stato un infortunio grave.
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